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automazione e robotica

Le fabbriche di domani saranno effettivamente popolate da macchinari e sistemi di automazione che consentiranno livelli di produttività mai raggiunti prima? Affrontiamo un paio di punti a riguardo.
Secondo un recente rapporto della Barclays Bank intitolato 'Future Proofing UK Manufacturing (https://www.barclayscorporate.com/content/dam/corppublic/corporate/Documents/research/automation-report.pdf), se l'Inghilterra investisse 1,2 miliardi di Sterline in processi di produzione automatizzati nel prossimo decennio, lo sviluppo economico potrebbe avanzare di oltre 60,5 bn di sterline, l'equivalente di quasi due quinti del valore del settore manifatturiero odierno.
Circa l'83% delle aziende ha comunque messo in atto un processo di automazione della produzione negli ultimi 5 anni, migliorando del 60% le condizioni di lavoro dei propri dipendenti.
Il 65& degli intervistati da Barclays conferma che l'automazione, infatti, porta sempre ad un miglioramento della produttività e della qualità del prodotto.
Evoluzione del posto di lavoro o nuova schiavitù?
Nonostante tutto, gli investimenti nel campo dell'automazione e della robotica restano, per molti, una fonte di preoccupazione. Un rapporto pubblicato a gennaio dall'agenzia di recruiting Hays, ha rilevato che quasi il 25% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni crede che il proprio lavoro potrebbe essere sostituito dalle macchine nei prossimi 10 anni.
Gli adulti, invece, sembrano più ottimisti. Solo il 15% di essi, tra i 45 e i 54 anni, ritiene che potrebbe essere sostituito dalle macchine.

Qual è, allora, la verità? L'automazione aumenta l'occupazione o la riduce? 
La risposta è nel mezzo secondo Mike Wilson (General Manager di ABB Robotics in Gran Bretagna ed Irlanda):
"c'è sempre un impatto a breve termine sull'occupazione. Se si mette un robot a fare il lavoro svolto da una persona, ovviamente, quella persona viene sostituita. Ma evidentemente, alla persona stessa vengono assegnate differenti mansioni, migliorando la qualità del suo lavoro. L'automazione migliora la produttività e la qualità del lavoro e di conseguenza la competitività nella società".

La Lloyds Bank è convita che l'automazione porterà valore alle attività dei propri clienti. "Molte aziende sono preoccupate dal fatto che l'investimento in automazione si tradurrà in inevitabili perdite di posti di lavoro, quando, in realtà, questo processo può aiutare le imprese ad aumentare il proprio business" dice Dave Atkinson, responsabile della produzione presso la Lloyds Bank - Commercial Banking.

L'industria alimentare e quella delle bevande, in particolare, hanno adattato la robotica alla propria produzione, utilizzando macchine a raggi X per eseguire la scansione del cibo ed individuare eventuali corpi estranei. Spesso i processi automatizzati sono più accurati e più veloci dei processi gestiti direttamente dal personale. Le macchine automatizzate, inoltre, non hanno bisogno di effettuare pause per interrompere compiti ripetitivi, permettendo l'ottimizzazione del personale in altre aree di business.

Lloyds Bank dichiara di essersi impegnata a prestare oltre 1 miliardo di sterline ai produttori, per la fine del 2017. Mike Rigby, responsabile della produzione di Barklays Bank, sottolinea che l'automazione è probabilmente l'investimento di maggior valore che una società possa fare al momento.

I ritorni dell'investimento
"L'analisi economica rileva che un'impresa può aspettarsi di vedere un ritorno di £ 49 per ogni £ 1 investita in automazione," dice Rigby. "I vantaggi sono tali da rendere l'azienda più solida e competitiva a livello globale."
Si stima inoltre che la rivoluzione dell'automazione permetterà di 'proteggere' 33.000 posti di lavoro produttivo entro il 2020 e 73.000 entro il 2025.

"Il governo può facilitare la creazione di un ambiente politico ed economico che incoraggino gli investimenti. Secondo la nostra esperienza l'Annual Investment Allowance è in grado di ridurre i 'motivi per non investire'" ha detto Rigby.
"Spetta però alle aziende fornitrici di automazione e di robotica cogliere l'occasione. Devono rendere i propri prodotti più semplici da utilizzare, più flessibili ed adattabili alle diverse situazioni. A mio parere, la produzione è destinata a muoversi verso il processo di automazione ed adozione della robotica, riducendo la necessità dell'interazione umana nei processi di produzione. Questo non significa che non saranno più necessari gli ingegneri e la manodopera qualificata ma che le loro abilità dovranno essere modificate".
"Siccome l'automazione robotica è ogni giorno sempre più comune, i costi di investimento dovrebbero ridursi man mano e permettere l'accesso alle nuove tecnologie anche alle piccole imprese, che saranno in grado di implementare le proprie linee produttive con sistemi automatizzati."

Connettività: un approccio coerente
Quando provi a spiegare cosa intendi vedrai che, d'un tratto, capiranno. Puoi spiegare loro che possono utilizzare le informazioni che provengono dalle attrezzature al lavoro per migliorare la produttività e, tramite questo approccio, sarà più facile per loro comprendere l'automazione legata alle macchine che ben conoscono.
Le barriere tra bio, elettronico e meccanico stanno confondendo - sarà impossibile capire la differenza, un giorno. Si tratterà semplicemente di applicazioni che variano nel tempo.
Si tratta di un concetto che può fare paura a chi non lo conosce ma si tratta semplicemente di una questione di mentalità. La tecnologia per la progettazione dei dispositivi meccanici si basa ormai in gran parte sul cloud. Ciò permette una maggiore accessibilità e collaborazione, con diversi vantaggi.
I dispositivi diventeranno, inevitabilmente, sempre più convenienti fino ad essere totalmente 'free', dato che il valore aggiunto risiederà nell'assistenza e nella personalizzazione.
Proprio come è successo con i cellulari, forniti gratuitamente dagli operatori senza spese anticipate, in cambio di un impegno contrattuale all'utilizzo dei propri servizi a valore aggiunto.
I laboratori del futuro saranno altamente automatizzati. La differenza verrà fatta dall'innovazione e dalle capacità umane. Il software sarà un supporto fondamentale.

Le persone vogliono essere trattate e considerate come 'clienti unici' e la sfida è quella di fornire loro un prodotto personalizzato senza far lievitare i costi.

'Cobotics'
I robot ormai stanno uscendo dal loro recinto. La tipica macchina industriale di un tempo doveva essere sorvegliata ed in caso di danno, necessitava di una manutenzione ed una riparazione accurata, guidata dagli esseri umani.
Ma le nuove generazioni di robot sono decisamente più affidabili e possono lavorare e collaborare quotidianamente con gli esseri umani.
YuMi, di ABB Robotics, è stato appositamente progettato per lavorare a contatto con il personale.
Come un vero collaboratore, o 'COBOT', YuMi è facile da inserire nel processo produttivo e consente alle aziende di decidere di volta in volta dove utilizzare il robot e dove le persone.
Il robot può occuparsi dei lavori ripetitivi mentre il personale specializzato ha modo di concentrarsi sulle attività più complesse.
I sensori di cui è dotato gli permettono di portare a termine il suo lavoro in autonomia, utilizzando completamente il braccio di cui è dotato. Ed anche il suo peso è decisamente basso – solo mezzo chilo – rendendolo un'attrezzatura decisamente sicura.
Ora le aziende che non hanno avuto modo di approcciare la robotica in passato possono farlo, graie alla grande flessibilità delle attrezzature e dei sistemi propost".
Il robot YUMI di ABB è dotato di un sensore visivo di rilevamento, di un sensore Force/Torque e della capacità di apprendere, ed è, inoltre, estremamente sicuro per lavorare a contatto con gli esseri umani.